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Revive Israel Ministries

© 16 de Ottobre 2015 Revive Israel Ministries

Al Aqsa – La Rivolta dei Social Media

Di Asher Intrater

In queste due settimane abbiamo visto una massiccia ondata di nuovi attacchi terroristici in Israele. Ce ne sono diversi al giorno in un paese che ha le dimensioni della Moldavia, del Togo, di El Salvador, del Taiwan o del Rhode Island; a seconda di quale continente si viva. La Jihad islamica si sta "trasformando" rapidamente in nuove forme. Questa nuova ondata è un salto concettuale che avviene principalmente in due campi d’azione:

  1. Dai gruppi terroristici organizzati ai social media di mobilitazione.
  2. Dai diritti civili palestinesi alla santità del Monte del Tempio.

Nella competizione locale tra l'Autorità palestinese e Hamas, sembra che Abu Mazen ha voluto guadagnare terreno nell'opinione pubblica. Così ha tirato fuori (mentendo) diverse accuse contro Israele. Quest’ultime sono state incentrate sulla questione del Monte del Tempio, e sono state presto ampiamente inviate ai social media. La risposta nei social media di ogni musulmano in Israele o Palestina è quella di uscire e accoltellare ogni israeliano.

I circa 30 attacchi di queste ultime due settimane sono stati fatti principalmente da persone molto giovani che non facevano parte di un gruppo organizzato, ma che rispondevano alla propaganda dei social media (vengono da una classe socio-economica che ha accesso ad internet; non ha avuto un addestramento militare e sono dispersi in varie posizioni).

La maggior parte degli attacchi (ad eccezione della sparatoria contro la famiglia Henkin) sono stati piuttosto dilettantistici anche se mortali. Un modello ripetuto è: un giovane con un coltello da macellaio si imbatte in un gruppo di israeliani e inizia ad accoltellare persone.

Gli israeliani locali e le forze di sicurezza sono molto in allerta e gli eventi terroristici durano solo pochi secondi prima che le persone intorno gli saltino addosso fino a neutralizzare il terrorista. Si sta causando un incredibile senso di allerta in tutto il mondo, ogni momento, per tutte le persone. Al minimo accenno di un attacco, le persone CORRONO VERSO l'incidente per dare una mano.

D'altro canto, poiché i terroristi sono giovani e non fanno parte di un gruppo organizzato, saltano fuori dappertutto. Nessun luogo è sicuro; nessun momento è rilassato; nessuna situazione è protetta; non ci si può fidare di nessuna persona. Il numero di attacchi è più alto, e la loro posizione più capillare. Questo rende la difesa contro di loro quasi impossibile, nonostante gli sforzi eroici da parte delle forze di sicurezza.

La propaganda contro Israele è ora focalizzata sul Monte del Tempio. La tattica di incolpare Israele per l’ingiustizia sociale nei confronti dei palestinesi ha perso impatto, da quando i musulmani si stanno uccidendo fra di loro in decine di migliaia in Siria, Iraq e Turchia. L'unico problema che rimane in grado di infiammare le masse è la "sacralità" della moschea di Al Aqsa (costruita 1700 anni dopo il Tempio di Salomone sulla stessa posizione).

La propaganda della Jihad, rafforzata dalla propaganda PA, è che Israele sta invadendo la Moschea con i loro " luridi piedi". Tutti gli israeliani sanno che questo non è vero; ma queste bugie si ripetono all'infinito nei media. I palestinesi sentono solo le bugie. Poi alcuni dei giovani arabi apparentemente più sinceri, disposti a sacrificarsi per l'onore del loro "luogo sacro", escono a colpire qualsiasi Ebreo nella zona, dal momento che gli ebrei sono descritti come esseri demoniaci.

L'enfasi su Al Aqsa sta mettendo in luce la natura religiosa del conflitto, anche se la maggior parte delle notizie di tutto il mondo vuole evitare questo fatto. In un certo senso questo tono religioso mina qualsiasi possibilità di trovare una soluzione diplomatica. Le soluzioni diplomatiche sono basate sul compromesso pratico, che ovviamente l'estremismo religioso non accettarà mai. Le aspettative "messianiche" di un islamico "Mahdi", arrivano a Gerusalemme e infiammano questo conflitto purtroppo con dimensioni apocalittiche.

Come dovrebbe essere trattata questa rivolta e questo massiccio lavaggio del cervello? Cosa potrebbe fare la polizia israeliana quando una ragazza di 19 anni palestinese tira fuori un coltello da sotto il lungo vestito, e grida "Allahu Akhbar"? Ci sono telecamere ovunque, e tutto quello che verrà mostrato nei mezzi di comunicazione è un soldato israeliano che spara ad una giovane ragazza araba apparentemente innocente.

Forse l'elemento che ha più "stordito" il pubblico israeliano è la falsa rappresentazione nei media internazionali. Gli israeliani vedono un giovane illuso musulmano accoltellare dei civili ebrei innocenti. Sul posto il terrorista viene ucciso mentre ancora sta brandendo il coltello. E cosa viene riportato? Semplicemente: "Oggi le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso un giovane palestinese."

La combinazione della moschea di Al Aqsa, i social media e le menzogne della propaganda, stanno rendendo questa rivolta particolarmente impegnativa. Certamente Gerusalemme è già diventata la "pietra d'inciampo" e "coppa di stordimento per tutti i popoli", come descritto nei profeti (Zaccaria 12, Salmo 2).


La Speranza – La Rinascita di Israele

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Restauratori o Fuggitivi?

In questo messaggio Cody Archer risponde a due domande tra le più frequenti che riceviamo a Revive Israele. In primo luogo, in che misura siamo chiamati a governare nelle nazioni prima del ritorno di Gesù? In secondo luogo, quando Gesù ritornerà, sarà il suo regno che sta per venire improvvisamente o gradualmente?
Per ascoltare in inglese, clicca qui!


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